RECENSIONE 7×18 “Over A Cliff” (Series Finale)

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Nell’ultimo anno mi sono ritrovata spesso a pensare a come avrei affrontato questo momento, a come avrei superato la stesura dell’ultima recensione e adesso eccomi qui, ad aprire per l’ultima volta il file “Scandal” per congedarmi e congedarvi.
Quando si segue un telefilm dall’inizio e quando ci si appassiona così tanto, la notizia del finale di serie è sempre un momento che non vorresti arrivasse mai, è sempre un qualcosa che vorresti posporre all’infinito, ma per Scandal, per quanto mi dispiaccia e per quanto mi mancheranno i personaggi e la trama, il cast e voi, credo sia giunto il momento di chiudere il cerchio.
Schermata 2018-04-26 alle 14.14.05In più interviste Kerry ha ribadito che, in questo ultimo anno, dopo la notizia del season finale, non c’è stato un solo sentimento che lei non abbia provato; è passata dall’essere euforica all’essere depressa, dall’essere arrabbiata all’essere sollevata e credo che queste sensazioni si possano attribuire anche a noi spettatori. In questi ultimi mesi ho passato giornate ad arrabbiarmi, a deprimermi o ad essere contenta, tutto dipendeva dai giorni e dalle puntate ma pensandoci adesso, a qualche giorno dal finale, credo che sia proprio questo il bello di un telefilm, non tanto quello che ti lascia negli ultimi secondi ma quello che ti ha fatto sentire per tutto il meraviglioso viaggio.
Come ha affermato Tony, il finale “It’s gratifying in some ways and frustrating in others” e credo questa frase sia assolutamente perfetta per descrivere il tutto. Appena sono partiti i titoli di coda ero un po’ “delusa”, avrei preferito un finale più eclatante, dove si affrontavano in modo meno frettoloso i nodi fondamentali del telefilm ma, riflettendoci a mente lucida, alla fine “The whole thing felt right”, tutti i pezzi della storia si sono uniti per creare il finale giusto, e forse non è quello che ci aspettavamo, non è quello che per alcuni versi volevamo ma non possiamo dire che non abbia un senso. E soprattutto è inutile ribadire (chi ci segue ogni settimana sa come la pensiamo) le cose che non sono andate bene, risolvere il tutto in una sola puntata non era semplice, il fatto che non sia un finale perfetto non è figlio della puntata in sé ma di storylines e personaggi che ci portiamo dietro da puntate e stagioni intere. Si è perso tanto tempo, lo abbiamo ripetuto tantissime volte ma a mente fredda mi sento di dire che meglio era difficile fare, che è frustante è vero ma che comunque “It feels right”.
Alla fine tutti i personaggi hanno avuto una conclusione rispetto al loro percorso e, soprattutto, coloro che dalla prima stagione hanno cercato, con alti e bassi, di portare quel cappello bianco, alla fine ci sono riusciti e ora sono a risplendere alla luce del sole.
Affrontare un finale aperto non è mai semplice, soprattutto per chi si aspetta e ricerca un’ultima scena definitiva, ma credo che Shonda, in questo caso, abbia preso la decisione giusta; ogni personaggio adesso può continuare sui suoi passi oppure può cambiare radicalmente vita, e quello che accadrà d’ora in avanti lo decideremo noi nella nostra immaginazione, per una volta saremo noi gli scrittori di questo telefilm. Possiamo immaginarceli spostati o single, felici o tristi, tutti agli OPA o all’associazione di Fitz, tutti su un’isola, nel Vermont o a Washington e per una volta siamo noi a porre la parola “end” alla fine del copione. E lasciatemelo dire, per quanto pretendere risposte sia doveroso sicuramente è meglio immaginarsi “Whatever we want” piuttosto che convivere con qualcosa che non volevamo.
Ora dopo questa breve introduzione, abbiate pazienza ma la recensione sarà lunga, cerchiamo di analizzare questo series finale nel dettaglio. La puntata inizia con la creazione di una nuova commissione, composta dai membri del JOSHUA MALINA, JEFF PERRYsenato, per indagare sul B613: Olivia e il suo team, Tom e i coniugi Grant si trovano a testimoniare per affermare e sostenere l’esistenza dell’agenzia restata segreta per trent’anni. La verità svelata da Olivia era necessaria per far deragliare i piani di Cyrus e questo il nostro stratega lo sa benissimo e proprio per questo motivo chiede a Jake di uccidere l’unica persona che potrebbe ostacolare la loro scalata allo studio ovale: David. Il procuratore generale si ritrova nuovamente, a stagioni di distanza, di fronte a un Jake armato che minaccia di ucciderlo ma questa volta David non ci sta, non scappa come ha fatto anni fa James, non si allontana permettendo a Jake di sparargli alle spalle ma rimane lì, di fronte all’uomo che vorrebbe ricattarlo, per dirgli di sparargli dritto nel petto perché lui è stufo dei suoi ricatti. Tutti attorno a lui, i suoi amici e la sua fidanzata, stanno rischiando la loro libertà per il Paese e lui non sarà da meno; questa volta non ci sta ad essere la prostituta di nessuno e decide di affrontare a schiena dritta il nemico. E se Jake lo lascia andare decidendo di non essere la prostituta di Cyrus, purtroppo questa volta David non riuscirà a salvarsi perché sarà proprio il vice presidente, colui che dalla prima stagione è stato definito l’animale politico che, alla fine, metterà un punto definitivo allo storyline di David Rosen sporcandosi le mani in prima persona.
DbM_pTQUQAASFYE“Era veramente il buono, forse l’unica anima pura lì dentro“ ha dichiarato Shonda “E per tutto quello che è successo, forse era l’eroe che dovevamo perdere lungo il cammino, in un certo senso l’ho sentito necessario.” Ed è così, David ha sempre cercato di fare la cosa giusta, nella sua ingenuità è stato ingannato più volte e per la sua stessa ingenuità ha trovato la morte. E il fatto che ad ucciderlo sia stato il marito di colui che ha visto morire anni fa e che poco prima ha ricordato, è abbastanza suggestivo. Molto probabilmente è un caso, ma James è stata l’unica luce nella vita di Cyrus; lui che è sempre stato un animale politico, dopo aver perso l’amore della sua vita è diventato un mostro politico e, con l’assassinio di David, ha spento qualunque minimo spiraglio di redenzione. Così come David, a suo tempo, aveva visto spegnersi al suo fianco l’unica ragione del VP di essere un uomo migliore.
L’anima di Cyrus è morta ormai da tempo ma per lo meno sperava di poter ottenere qualcosa, quello che però il VP non aveva contemplato è che Rowan le ossa le studia, le conserva e, soprattutto, le protegge.
Eli Pope era pronto ad andarsene, era pronto a lasciare la città ma sua figlia era in pericolo e mai come in questo momento aveva bisogno che sua padre facesse la cosa giusta, aveva bisogno delle sue parole per poter risplendere alla luce del sole e, soprattutto, per poter far uscire il B613 e tutti i suoi giochi di potere dall’oscurità.
DbNCJdGX4AE1IeENella sua dichiarazione Rowan è stato, come al solito, eccezionale perché è riuscito ad addossarsi tutte le colpe per i crimini commessi sotto la sua guida ma, allo stesso tempo, si è anche preso i meriti di tutto quello che l’America è ed è stata negli ultimi trent’anni. Si è reso l’artefice di guerra e pace, di sconfitte e vittorie; è riuscito a far passare gli uomini della commissione, o meglio, i politici privilegiati, non soltanto come i colpevoli per la creazione del B613, ma anche come gli stupidi per non aver capito nulla di chi, in tutti questi anni, ha tirato le fila della nazione. Coloro che credevano essere superiori e al comando si sono ritrovati, invece, ad essere le pedine che venivano comandate. Ed è proprio grazie a questo discorso e a questa testimonianza che i pezzi del puzzle iniziano a comporsi per portarci sempre più vicini alla conclusione.
Nel finale l’unica persona che perde la propria libertà dopo la testimonianza di Rowan è Jake, in quanto Command attuale e in quanto colpevole della morte del presidente Rashad. Probabilmente il fatto che Jake sia stato l’unico ad essere accusato ci può sembrare immorale, ingiusto e un po’ e così, ma pensandoci bene credo che tutti i testimoni siano stato “graziati” per il loro coraggio.
Se riflettiamo razionalmente Quinn, Huck e Charlie venivano ricattati dall’agenzia e appena hanno potuto sono usciti dall’organizzazione, accusare Fitz e Mellie significava accusare tutti i presidenti degli ultimi trent’anni e, arrivati alla gladiatrice principale, Olivia è stata colei che ha svelato l’indicibile e ha permesso al popolo di riavere il controllo sulla politica. Vi starete chiedendo: e Cyrus? Non capisco nemmeno io perché non sia stato accusato di aver dirottato l’air DbNDSoQWAAA5JZbforce two ma credo che, alla fine, anche lui abbia avuto la sua più grande punizione: la perdita del potere. Per molti anni è stato alla Casa Bianca, aveva lo studio ovale quasi in mano e adesso non soltanto si è macchiato di un crimine ma è stato cacciato dal luogo che per lui rappresenta e ha sempre rappresentato tutta la sua vita. Per essere lì ha sacrificato la sua famiglia e l’uomo che amava, ha rovinato la sua vita e adesso si ritrova con un pungo di mosche e la reputazione bruciata.
Se Jake nonostante la reclusione può dire “I Will always free, they can’t cage me”, lo stesso non può dire Cyrus. E piccola parentesi, dalla lettura del copione una scena tagliata vedeva Huck a casa di Cyrus in cerca di vendetta; e lasciatemelo dire grazie a Dio l’hanno tolta perché se dopo tutto questo Huck doveva nuovamente sporcarsi le mani per Cyrus, cosa parliamo a fare? Huck è stato esemplare nelle ultime stagioni, un finale del genere non se lo meritava, Cyrus sicuramente ma lui no.
Per i restanti testimoni Shonda ha voluto chiudere la serie ponendoli alla luce del sole e cercando di proiettarli verso un futuro migliore. Non so se anche voi avete avuto questa sensazione, ma gli ultimi minuti mi hanno fatto pensare che per loro “andrà tutto bene”.
Abby sicuramente starà male e sicuramente soffrirà terribilmente per David, ma al suo fianco avrà sempre la sua famiglia, avrà Olivia che la aiuterà a rialzarsi e a ricominciare. Huck continuerà a non uccidere nessuno, continuerà ad essere fra i “buoni” e questo apre uno spiraglio anche per il suo futuro.
DbM7SA6UMAEKHaLQuinn e Charlie riescono finalmente a coronare il loro amore e anche se il matrimonio è stato frettoloso e non come in una favola, loro sono assieme a l’abbraccio dato a Robin mi ha fatto pensare che quella bimba avrà una famiglia splendida, con due genitori fantastici e degli zii che la proteggeranno in ogni circostanza, perché “Once a Gladiator, always a Gladiator!”.
I gladiatori saranno sempre Over a Cliff e di questo ne sono certa.
Mellie è rimasta alla guida del paese, ha riconosciuto il suo amore per Marcus e continuerà ad essere la prima presidente donna e a portare avanti riforme fondamentali per l’America.
Fitz ha perso Marcus alla fondazione ma continua a fare del bene, continua ad avere il cappello bianco in testa e questo è l’importante.
E alla fine arriviamo alla nostra gladiatrice, alla donna attorno al quale è girato tutto lo show, alla figura senza la quale questo telefilm non sarebbe stato lo stesso: Olivia Pope. La nostra fixer decide di lasciare la Casa Bianca e non sa ancora cosa le riserverà il futuro, non ha ancora un’idea definita riguardo il suo percorso ma la risposta data a Mellie è tutto, perché farà: “Whatever I want”.
tumblr_inline_p7grodw9jH1row58r_500Olivia adesso potrà fare ed essere qualsiasi cosa voglia e il ritratto allo Smithsonian ne è una dimostrazione. Non credo, come molti, che Olivia sia diventata Presidente ma ritengo sia stata inserita in quella galleria in quanto personaggio influente e figura fondamentale per l’America. È stata colei che ha restituito al popolo le chiavi dello stato, è stata colei che ha ridato la libertà a tutti i suoi cittadini, che ha ridato senso alla parola “WE THE PEOPLE” e per questo merita un ritratto. Anche il suo look non credo sia stato scelto a caso. Anzi, in tutti i suoi sogni, persino nella realtà alternativa della 6×10, Olivia aveva i suoi capelli naturali, in segno di libertà e spensieratezza. I suoi capelli rimandano alle sue origini e richiamano a gran voce quella comunità nera che tanto viene discriminata e fatta sentire inferiore; in quel ritratto può riconoscersi qualsiasi donna afroamericana. Qualsiasi madre, moglie o figlia può guardare quell’immagine ed affrontare il futuro a testa alta, senza nascondersi e senza vergognarsi ma sentendosi orgogliosa delle proprie origini. Esattamente come la bimba che guarda il ritratto di Michele Obama, le due bimbe guardano il ritratto di Olivia e pensano che anche loro un giorno potranno dire “Whatever I want”.
Non sappiamo nel 2021 Olivia cosa stia facendo ma sono certa che continuerà a riempire di significato ogni momento della sua vita.
E se la nostra gladiatrice si lascia la casa bianca alle spalle, non sembra riuscire a fare lo stesso con l’uomo che per dieci anni è stato al suo fianco nonostante tutto: Fitz.
In tutte queste stagioni abbiamo riso e pianto assieme a loro, abbiamo urlato guardandoli litigare e ci siamo commossi guardandoli fare pace; per sette stagioni abbiamo sopportato i loro silenzi e abbiamo pensato a quanto canzoni parlavano di loro mentre loro non parlavano più.
tumblr_md7wz0elsK1qc41wuo8_r2_250E forse ci aspettavamo un finale differente, forse l’aver già visto l’ultima scena ha un po’ fatto perdere la magia, ma come ha detto Olivia “All road lead to Fitz” e i loro ultimi momenti ne sono stati l’ennesima dimostrazione.
Non è mancata una loro litigata nemmeno nell’ultimo episodio ma credo che quel momento sia fondamentale perché Olivia, per la prima volta, anche se indirettamente, chiede scusa a Fitz. Liv ammette che in tutti questi anni il problema non era lui ma è sempre stata lei. Era lei che non era pronta, era lei che era spaventata, che scappava e poi ritornava, era lei che lo faceva soffrire ma non poteva stare senza di lui. E in quella litigata lei gli dice che vuole lui, che continua a volerlo nonostante tutto, che è l’uomo che continua a scegliere perché è l’unico uomo che abbia mai realmente amato, perché “all road lead to Fitz”.
E allora mi piace pensare che nulla è stato lasciato al caso, che lei si lascia alle spalle la Casa Bianca ma cammina verso l’uomo della sua vita, si salutano con il loro “HI” e sorridono perché come ha detto Fitz: “The story ends with US” e per loro sarà sempre, non importa dove e come, un “We are in this together” 

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E se volete leggere dichiarazioni e teorie varie sul ritratto questo è l’articolo a riguardo:
qual’è il vero significato del ritratto di Olivia Pope?