RECENSIONE 7×03 “Day 1”

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“Is Olivia Pope everyone’s world, or just mine?”
In questo inizio di stagione abbiamo avuto modo di vedere i primi 100 giorni della nuova presidenza Grant e della nuova gestione QPA ma non avevamo ancora visto come se la stava cavando l’ormai ex presidente Fitzgerald Grant. E così, per narrare al meglio la sua avventura, gli sceneggiatori hanno deciso di dedicare un’intero episodio proprio a lui e alla sua nuova vita in Vermont.
Dopo il bacio con Olivia sul prato della WH, Fitz sale sul suo aereo pensando di lasciarsi definitivamente DC alla spalle per affrontare il suo nuovo cammino lontano dai riflettori; l’ex presidente cerca, sin dai primi momenti, di riacquistare quell’indipendenza che per otto anni non è riuscito ad avere e fa il possibile per cercare di non dipendere DMiv1KNX0AUfQz7da nessuno,almeno per quelle piccole cose del quotidiano. E se in certi momenti lo vediamo cavarsela bene, per molti altri vediamo che è spaesato e totalmente solo in quella casa; sappiamo tutti cosa significa per Fitz vivere dentro quelle quattro mura, quando ogni singolo angolo e ogni singola cosa gli ricordano lei: Olivia.
Sì perché quella casa era il suo sogno, il luogo che lui ha fatto costruire pensando solo e soltanto alla sua Livvie; ogni singolo progetto e ogni singola pietra non fanno altro che ricordargli che lui è lì ma senza di lei.
Inizialmente Fitz non è pronto ad ammettere questa mancanza e, anzi, cercherà di fare di tutto per “autoconvincersi” che ormai Olivia è il suo passato, che più volte ci hanno provato ma non è andata e quindi lui ora deve lasciar perdere e guardare avanti.
Con quel bacio è come se si fossero detti addio, è come se, in uno sguardo, Fitz abbia percepito che ora Olivia ha bisogno di spazio per poter comminare e capire chi vuole essere.
Ma sappiamo bene che le parole sono una cosa e il cuore un’altra: lui ci prova a stare senza di lei, ci prova a guardare quella casa senza pensare continuamente a lei, ci prova ad agire senza pensare “cosa direbbe Liv”, ma ogni suo stato d’animo e ogni suo atteggiamento fanno trasparire la sua grande mancanza. E sarà proprio questo il motivo di scontro fra lui e Marcus: Olivia è stata fondamentale per Fitz come presidente e come uomo, è stata la sua fixer, la suaDMi201KUEAAtaBK addetta stampa, la sua consigliera ma soprattutto la donna della sua vita e per quanto lui ora tenti di metterla al pari con tutti gli altri, per quanto lui cerchi di negare la realtà, la verità e che una donna come Olivia non si può semplicemente relegare in un angolo di una biblioteca presidenziale.
Le parole di Marcus sono forti e nel sentirle sembra di sentire parlare Olivia: era proprio per quelle motivazioni che Liv non voleva esporsi con Fitz, non voleva che lui si separasse da sua moglie, perché sapeva che tutta la sua vita professionale, tutti i suoi sforzi e i suoi sacrifici sarebbero stati messi in secondo piano e lei sarebbe passata semplicemente come “la donna del presidente Grant”.
Fitz ha sempre cercato di fare tutto per lei, ha sempre accettato le sue decisioni anche quando gli facevano male, ha sempre cercato di proteggerla in tutto e per tutto; quando la loro storia è uscita allo scoperto Fitz era disposto a lasciarla andare per non farle passare la gogna mediatica, è andato a prenderla sotto casa per dire al mondo intero che Olivia non era semplicemente la sua amante ma la sua donna, e in quel caso la sua presidenza veniva messa in secondo piano perché, con tutti gli occhi puntati addosso, lui doveva fare la cosa giusta e questa era tenere la mano alla sua Livvie. Marcus gli urla in faccia quelle parole proprio per ricordargli che ora, dopo tutto quello che hanno passato assieme, lui non può semplicemente “dimenticarla”, trattarla come qualsiasi altro suo dipendente, perché non è onesto né per lei né per lui.
Credo che la scazzottata fra i due sia stato il momento di sfogo fra due uomini che, fino a qualche mese prima, vivevano perennemente sotto pressione, perennemente con uno scopo e ora, entrambi, si ritrovano ad affrontare una DMi4sGfUMAUqPv-nuova vita senza riuscire a capire se, realmente, stanno facendo la differenza. Sono agli inizi del loro progetto, nel momento di raccolta fondi dove ci sono grandi cene ma poca azione politica; sono entrambi un po’ frustrati dalla situazione e, soprattutto, devono imparare a conoscersi. È sarà proprio questo che Mellie cercherà di dire a Marcus per spronarlo: se sali sul treno Fitzgerald sali sulle montagne russe, all’inizio ne rimani ammagliato, poi inizi a capire che, come tutti, anche lui ha pregi e difetti. Inizi a capire che alle volte è scostante e deve essere spronato ma non si può rinunciare a lui perché è un uomo con una dote naturale: il mondo lo segue. Può avere mille difetti ma è uno di quegli uomini che cerca sempre di fare la cosa giusta e mette il cuore in tutto quello che fa; se si vuole fare la differenza, se si vuole migliorare qualcosa in questo mondo allora l’uomo su cui bisogna puntare è lui.
E se dopo la loro colluttazione Fitz credeva di aver chiuso il capitolo Olivia, almeno per quella giornata, ecco che compare nella “loro” casa in Vermont la persona che forse anni fa sapendo per chi era stata costruita la casa l’avrebbe fata bruciare: Rowan. Il padre di Olivia è lì per rivelargli chi è il nuovo Command e per chiedergli aiuto, va da lui per chiedergli di tirare fuori Olivia dall’oscurità, da quel mondo che lui conosce fin troppo bene. “The woman that we love is disappearing into the darkness and I just want help.” Rowan sembra essere molto preoccupato per Olivia e Fitz non sa se credergli o meno, ma di una cosa è certo: se anche Olivia ora è Command, lo sarà a modo suo, seguendo la sua strada che sicuramente vedrà qualche lato oscuro, ma avrà anche dei momenti in cui vestirà il suo cappello bianco.
Rowan va da lui perché sa che la “debolezza” di Olivia è proprio Fitz, perché sa che per quanto litighino e si lascino, DMi8L_uVQAAYMIWquando parlano e si confrontano entrambi sono migliori, entrambi camminano cercando la luce. Le parole di Rowan e le parole di Marcus rimbombano in quella casa, la figura di Olivia continua a seguire Fitz in ogni istante ed è vero ci hanno provato e riprovato, è vero che si sono presi e lasciati mille volte, che si sono distrutti a vicenda ma Fitz lo sa bene: “If she loves you, then she can be any kind of tornado she wants” e come dice a Steve sul finale di puntata: “The only way you lose is by quitting”.
E allora Fitz è pronto a tornare a Washington per lei ma anche e soprattutto per lui, è pronto ad ammettere quello che per quasi 100 giorni ha cercato di negare: “Is Olivia Pope everyone’s world, or just mine?”