RECENSIONE 6×12 “Mercy “

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La scorsa puntata si è conclusa con Rowan all’interno dello studio ovale, prelevato da Fitz per poterlo tenere sotto la sua custodia, per proteggerlo mentre lui ed Olivia escogitavano un possibile piano per sbarazzarsi di Peus e della bionda.
I due “sconosciuti” continuano a imporre le loro scelte sia a Mellie che ad Olivia ed entrambe, soprattutto sul finale, eran ben disposte nell’iniziare a combattere.
Ma se, quantomeno inizialmente, Mellie sembra più impaurita che combattiva, questo non vale per Olivia che sembra convinta, sin dal primo momento, a voler sconfiggere Peus e la sua banda.
Olivia però è consapevole che, per poter non solo iniziare ma anche vincere una battaglia, non si può combattere da soli, quantomeno non questa guerra, c’è bisogno di tutto l’aiuto possibile e quindi tutti i componenti più influenti della vecchia e nuova WH devono riunirsi per decidere la linea da tenere.
Ed è proprio attraverso un escamotage organizzato da Olivia che, mettendo fuori gioco la bionda, il “dream team” riesce ad unirsi per capire quali possono essere le possibili mosse. Ovviamente Rowan è all’interno della WH e sia Olivia che il Presidente sono ben consapevoli del suo valore strategico in questo tipo di situazioni. Purtroppo però, Olivia dovrà fare i conti col fatto che suo padre, per l’ennesima volta, non sembra interessato agli interessi e alle richieste della figlia ma preferisce scontrarsi con Fitz. tumblr_op4g45bEHD1up52ewo8_400Ho sempre pensato che il vero triangolo di questo telefilm non fosse quello tra Fitz, Olivia e Jake ma bensì quello tra Fitz, Olivia e Rowan e questo episodio forse più di molti altri sembra avvalorare questa tesi. Per tutto l’episodio infatti, in ogni momento in cui erano nella stessa stanza Rowan, Olivia e il Presidente, abbiamo assistito ad una serie frecciatine, mano a mano diventate sempre più pesanti, che avevano come unico scopo quello di sminuire Fitz davanti agli occhi della figlia.
Infatti, anche in questa occasione, Eli invece che cercare di assecondare le richieste della figlia, invece che unirsi al gruppo per cercare, per quanto possibile, di trovare una strategia vincente, preferisce dimostrare la sua superiorità rispetto al Presidente.
Rowan in tutte queste stagioni ha continuamente cercato di allontanare Fitz e Olivia e quando non vi riusciva con i propri mezzi o le proprie parole, allora assoldava uomini per cercare di incrinare le certezze di Olivia e mettere in discussione il suo rapporto con il Presidente; ma il punto non è Fitz, ma quello che Fitz rappresenta, non in quanto Presidente ma in quanto uomo.
Fitz è tutto quello che Rowan non è, è un uomo potente ma che non usa il potere come arma, è un uomo intelligente ma che non deve dimostrarlo sbraitando, insultando e facendo sentire gli altri inferiori, è un essere umano che per otto anni della sua vita ha avuto le chiavi della casa più potente al mondo ma che non per questo si è sentito Dio, e soprattutto è un uomo che senza potere può vivere benissimo e anzi, forse ci sta pure meglio. “Tu non sei debole, semplicemente non sei assetato di potere” questo aveva detto Mellie a Fitz alcune puntate fa, ed questo è quello che è Fitz; mentre Rowan è l’uomo della porta rossa, l’uomo che di potere si nutre, che con esso pensa di poter comandare chiunque e che pensa che nella vita non ci sia spazio per altro.
Papa Pope ha sempre dichiarato che l’amore è la maggior debolezza di un uomo e che è un lusso riservato ai vinti ed è per questo che vede Fitz come l’unica persona che potrebbe far allontanare Olivia dai suoi obiettivi. È come se avesse pausa che la sua storia potrebbe ripetersi nuovamente, che abbassando la guardia potrebbe ripetersi la storia della sua vita anche ad Olivia.
Rowan a suo tempo la guardia l’aveva abbassata e da questo ne è nato un mostro che spazio per emozioni e sentimenti ne ha poco, ma per fortuna non tutti siamo così, molti dalle sconfitte “diventano” persone migliori e soprattutto non ne fanno di un erba un fascio… perché per tumblr_op4g45bEHD1up52ewo7_400quanto una delusione possa esser cocente siamo miliardi di persone al mondo e non tutti siamo dei mostri, tutto meritiamo il beneficio del dubbio, tutti meritiamo in qualche modo il perdono se guadagnato così come tutti dobbiamo essere in grado di concederlo. Quello che infatti Rowan molto probabilmente non ha compreso, oltre a molte altre cose riguardo a Fitz, è che lui non è Maya Pope, non è una terrorista ma un semplice uomo che, come tale, può avere mille difetti ma che ama incondizionatamente sua figlia e questo, per un padre, UN VERO padre dovrebbe bastare.
Parlo del triangolo Olivia-Fitz-Rowan perché in tutte queste stagioni questo è stato, con Olivia che si è sempre trovata nel mezzo, nel mezzo tra l’uomo della sua vita e suo padre, tra colui che incarna la purezza, il fare la cosa giusta e l’amore e colui che incarna il potere, l’immoralità, e il raggiungere l’obiettivo non importa come.
E in questa puntata, in quella stanza, aveva tutto questo davanti a sé: un uomo che ha fatto e farebbe di tutto per aiutarla e per proteggerla, che pretende che in quel momento il padre la rispetti, che ha come priorità la sua felicità perché lui sa che lei lo ama e questo gli basta, gli basta per aspettarla decenni se dovesse esser necessario, sopportando anche qualunque suo gesto impulsivo perchè “Se lei ti ama, allora può essere qualunque tipo di tornado lei voglia”…e un padre che, sicuramente cerca di proteggerla, ma che per sminuire Fitz poco importa se sminuisce anche la figlia e che soprattutto non ha come priorità la sua felicità.
Fitz e Rowan sono i due diversi mondi paralleli di Olivia e non è un caso che quando sia lontana da uno o dall’altro lei si trasformi, non è un caso che quando c’è Fitz nella sua orbita lei sia una persona portata a fare la cosa giusta mentre quando è con il padre sia la brutta fotocopia di sé stessa.
È ovvio però che Olivia, nonostante ad intervalli lo voglia morto, cerca sempre di tenere una porta aperta per lui, spera sempre che quella frase detta a Fitz “Almeno mio padre mi ama” si concretizzi in un comportamento reale, perché è suo padre e una figlia spera sempre che, un giorno, un padre possa cambiare, per lei e non solo. L’aveva portato in quella stanza perché sperava che per una volta potesse aiutarli, che potesse dimostrarsi in una persona diversa ma così non è stato.
tumblr_op3ndwImGC1w39cqco1_500Ovviamente il “dream team”, anche senza l’aiuto di Rowan, è riuscito comunque a giungere ad una soluzione e a lanciare la prima stoccata. Mellie, grazie al discorso con Marcus, ha deciso che deve fidarsi dei suoi “cavalieri”, lei deve guidare il Paese mentre loro si occuperanno di proteggerla e quindi prende la sua decisione: il suo VP sarà la moglie di Francisco Vargas.
Questa decisione credo abbia piazzato tutti però sappiamo che con Shonda può succedere di tutto quindi occhi aperti da qui al finale di stagione per vedere, settimana prossima, come procede questa guerra; se vi saranno aggiunte nei rispettivi schieramenti e soprattutto chi infliggerà il colpo finale.
Una cosa però sembra esser certa, anche senza di Rowan il mondo va avanti e anzi, Olivia sembra aver preso veramente il comando della situazione: “You can’t take Olivia Pope. Olivia Pope takes you.” Questa è stata una delle celebri frasi di Papa Pope, ora Olivia l’ha fatta sua, ma alla sua maniera… nella maniera più cazzuta possibile ma col capello bianco ben saldo in testa, quello delle prime stagioni, deve papino e le sue trame oscure erano lontane anni luce.

PS: poi, io non voglio insinuare nulla però devo ammettere che trovo molto strano il comportamento di Rowan, non è da lui ammettere una sconfitta e fuggire pur di combattere. Trovo il suo comportamento e la sua resa molto insolita..voi che dite? Perché è vero che odia Fitz e ogni motivo è buono per sminuirlo ma avevano comunque un obiettivo comune e lui si è comportato come se in ballo non ci fosse nulla. Che ci sia dietro qualcosa?
PPS: e scusatemi se mi sono dilungata un po’ ma era da parecchio che volevo parlarvi di questo “triangolo” e questa mi sembrava la puntata adatta.