RECENSIONE 6×08: “A Stomach for Blood”

C8OBdQ-VYAA1j9g

C’è chi ha stomaco per il sangue e chi invece non ce l’ha. Dopo questo episodio sono convinta che Abby non ce l’abbia, ci prova, ma per fortuna non è “quel” tipo di persona.
Le puntate precedenti continuavo a rimanere sconvolta dall’atteggiamento di “red” perché non la riconoscevo, non mi capacitavo di come un personaggio che per cinque stagioni era stato in un modo ora, di punto in bianco, fosse diventato tutt’altro. Continuavo a domandarmi cosa fosse successo, perché Shonda avesse trasformato in modo così radicale uno dei miei personaggi preferiti e finalmente, venerdì notte, ho avuto le mie risposte. Con questo non voglio affermare che Abby sia sempre la stessa o che in queste stagioni il suo personaggio, nel bene o nel male, non si sia evoluto, ma sicuramente dopo questo episodio ho più conferme positive su di lei rispetto a qualche settimana fa.
145892_1710-400x599Come ormai questa stagione ci sta abituando, la 6×08 è la puntata incentrata su Abby e su come il capo di gabinetto della WH ha affrontato la scomparsa di Francisco Vargas. Purtroppo, mi dispiace sapere che la nostra rossa abbia avuto un ruolo così importante in questa situazione e gli do dell’ingenua per esserci cascata, ma non posso non guardare il quadro generale e quindi gli eventi dall’inizio alla fine.
L’incipit che ha portato all’escalation del “tutto” lo possiamo trovare nel dialogo fra Fitz ed Abby. Chi ha visto Scandal ormai sa esattamente quale rapporto e quale sintonia si sia istaurata fra i due: Abby in questi anni è sempre stata accanto al Presidente e soprattutto accanto a Fitz in quanto uomo. Dopo la morte di Jerry, dopo le mille difficoltà che una presidenza comporta, dopo l’addio di Cyrus e dopo l’unione, ma soprattutto la rottura con Olivia, c’è sempre stata lei al suo fianco. “Gabby” si è guadagnata la fiducia e il rispetto del Presidente e per questo ho trovato il loro dialogo di oggi come l’elemento scatenante che ha fatto vacillare la nostra rossa.
Red e il Presidente sembrano essere una squadra ben affiatata e proprio per questo motivo, proprio per il rapporto instauratosi, Fitz si fida tanto da affidarle la gestione della sua fondazione. Però, per quanto Fitz ci speri, è giusto che ognuno pensi a cos’è meglio per sé nell’ormai imminente futuro; se il presidente vuole il Vermont e la tranquillità è giusto che lo scelga, come è altrettanto giusto che se Abby vuole altro è giusto che prenda anche lei la propria strada. Capisco e apprezzo la sua voglia di “crescere” a livello politico, apprezzo che voglia alzare continuamente l’asticella per capire quanto vale quindi concordo se, nella sua idea riguardo al futuro, le loro strade dovessero dividersi.
Ritengo però che Abby abbia sbagliato nello studio ovale e subito dopo: non l’accuso per aver parlato in quel modo a145892_1545-900x600 Fitz (anche se la battuta su Olivia e il Vermont è stata veramente un colpo basso), l’ha fatto altre volte e se lo fa, solitamente, ha le sue buone ragione, però gli devo dare della cretina per aver agito alle sue spalle, per non avergli esposto in modo diretto ma razionale le sue perplessità riguardo il “loro” futuro. Invece che parlagli in modo che entrambi potessero giungere, magari, a un compromesso, lei ha preso la questione di petto e ha agito senza pensare minimamente alle conseguenze delle sue azioni.
Detto questo, mi arrabbio per come si è comportata in questo frangente, ma devo tirare un gran sospiro di sollievo per il dopo perché, fatemelo dire, ha sbagliato nel fare quella telefonata ma dopo in ogni indecisione e in ogni sofferenza ho rivisto la nostra solita Abby. Ero convinta di dovermi abituare all’Abby interessata solo al potere, all’Abby senza scrupoli e senza remore e invece, per fortuna, non è così.
Per tutto quello che è successo ovviamente è responsabile ma ci sono molte attenuanti che, secondo me, giustificano il suo comportamento: non si aspettava assolutamente che la questione si sarebbe spinta sino alla morte di Vargas e, 145892_6208-900x600soprattutto, all’incriminazione di Cyrus. Subito dopo quegli spari Abby era frastornata e soprattutto spaventata, era pronta a tirarsi indietro in ospedale ma c’era Leo in pericolo e non poteva avere anche lui sulla coscienza.
E anche per quanto riguarda Huck fatemi dire che non penso assolutamente fosse a conoscenza delle intenzioni di Meg; le chiede se è tutto risolto sperando che abbia trovato un modo per nascondere la sua partecipazione ad Huck, non per sapere se il gladiatore è stato messo a tacere per sempre.
Con questo non voglio dire che Abby non abbia spagliato anzi, sì ha commesso forse l’errore più grande della sua vita accettando quell’accordo, ma su tutto quello che è venuto dopo non riesco a condannarla totalmente. Nei momenti di paura e spaesamento, nei momenti di ripensamento e di lotta contro tutto e tutto per salvare Cyrus, ho rivisto finalmente l’Abby che conoscevo: la donna arguta e diretta ma allo stesso tempo fragile e soprattutto umana, e per questo non posso che tirare un sospiro di sollievo.
L’unica cosa che spero è che ora confidi tutto quello che è successo ad Olivia. Le due amiche sembrano continuare a percorrere due sentieri differenti e opposti, sono sempre più distanti e mi dispiace che Abby non abbia cercato, fin da subito, in Olivia un aiuto nel momento del bisogno. Pensava di poter risolvere la questione da sola ma ora, visto il punto di non ritorno e la scomparsa di Huck, spero confidi tutto alla sua amica e aiuti il team a ritrovare il loro gladiatore. Tempo fa è stata proprio lei a dire “once a gladiator, always a gladiator” quindi spero le sue azioni possano rispecchiare, nuovamente, le sue parole.
Abby non è fatta per il sangue o per il potere a tutti i costi, non è la donna senza scrupoli o remore morali e questo episodio ce l’ha confermato nuovamente.

P.S: fatemi dire che sono un po’ stufa della solita manfrina sul potere che ormai si ripete ciclicamente in Scandal. Tutti quelli che entrano alla casa bianca, tutti quelli che assaggiano un po’ di potere sembrano poi volerlo a tutti i costi..basta! Non tutti bramano il potere e, anche se così fosse, non può essere che ogni volta i personaggi siano stravolti e perdano la loro identità pur di raggiungerlo.
PPS: David Rosen ce la facciamo per una volta a non guadagnarci la statuetta del mongolino d’oro?
PPPS: a quanto pare le nostre perplessità da super esperte balistiche sono state confermate…possiamo tirare un sospiro di sollievo sulla presunta inefficienza dell’FBI, almeno per questa volta.