RECENSIONE 5×20: “Trump Card”

Edison

Ultimamente mi ritrovo spesso a criticare Shonda Rhimes per le cose che scrive e per quelle sue scelte che, ovviamente, hanno una diretta ripercussione sui suoi personaggi. A volte il senso del tutto proprio faccio fatica a trovarlo, ma quando la creatrice di Scandal mi presenta momenti che hanno un diretto riferimento al reale, quando il quotidiano ha la meglio sulla finzione, allora non posso che calarmi il cappello e fare i complimenti a lei e ai suoi collaboratori.
Molto spesso Shonda prende spunto dalla vita quotidiana per raccontare le sue storie, molto spesso mette nero su bianco le ingiustizie che molti cittadini si trovano a vivere e, anche oggi in questa puntata, ha fatto sentire la sua voce. Nelle ultime interviste, il cast ha parlato del table read di questo episodio e la parola “lacrime” è stata utilizzata più volte; mentre guardavo la puntata e i minuti passavano mi chiedevo cosa diamine sarebbe successo di così intenso…poi Edison inizia a parlare davanti a quel bus e tutto mi risulta chiaro.
Come per la “Brandon Bill” e per il “Planned Parenthood”, anche questa volta Shonda è riuscita a mettere in scena e a scrivere un dialogo che pochi avrebbero avuto il coraggio di scrivere. Così attuale e così duro allo stesso tempo: “Black Lives Matter”, hai ragione Shonda, hai assolutamente ragione. In questa epoca e in questo mondo i diritti dei singoli dovrebbero realmente prevalere sulle idee discriminatorie di quei pochi che, ancora, cercano di far tornare indietro la storia. Non si può sostenere e auspicare il ritorno a quel passato dove il buio prevaleva sulla luce, dove alcuni uomini venivano ritenuti inferiori e quindi discriminati; non si può voler tornare indietro a quel periodo dove i diritti umani e civili erano garantiti soltanto ad alcuni, perché si sa, se i diritti sono di pochi allora si chiamano privilegi e questo non può e non deve più essere accettato. Non viviamo in un mondo perfetto e forse non ci vivremo mai, ma ogni volta che i diritti individuali vengono rispettati, ogni volta che un afroamericano può salire su un autobus e andare a votare, ogni volta che un uomo può girare liberamente per le strade mano nella mano con l’uomo della sua vita e sposarlo, allora abbiamo aggiunto un piccolo ma fondamentale tassello nel sentiero dell’uguaglianza e del rispetto. Shonda, tramite il discorso di Edison, ha detto quello che qualsiasi candidato alla presidenza dovrebbe dire, ha alzato la voce lei per tutti noi e per questo non posso che ringraziarla.
Sul discorso di Edison non poteva però girare tutto l’episodio quindi se sul fronte democratico abbiamo ancora qualche incertezza, sul fronte repubblicano abbiamo finalmente una candidata: Mellie Grant. Non posso che essere felice per la tregua fra Abby e Olivia perché credo che questa mossa in ambito lavorativo le abbia aiutare a fare un piccolo passo in avanti anche nel loro rapporto di amicizia. Sì, il rapporto fra loro non è ancora tornato quello di qualche puntata fa, quello dove Olivia quasi in lacrime parla all’amica di Fitz e di quanto voglia portare avanti la loro storia, non siamo ancora a questo punto ma qualcosa si è mosso. Le due amiche hanno collaborato contro il Donald Trump di Scandal e dopo averlo annientato hanno deciso di correre in maniera pulita tra di loro; il porre alla luce del sole gli scandali dei propri candidati è per loro un passo in avanti, un modo per dirsi in maniera velata che anche se i colpi bassi non mancheranno, almeno ognuno saprà come pararsi e nel caso dovesse cadere almeno non sarà una discesa in picchiata. Sul fatto che Abby sia una bella persona e una grande amica per Olivia non aveva mai avuto dubbi, ma se anche ne avessi avuti il suo comportamento in questo episodio li avrebbe sicuramente fugati. Il capo dello staff, proteggendo Olivia e mandando all’aria la compagna di Susan, ha dimostrato ancora una volta quanto per lei Olivia e la loro amicizia sia importante, fondamentale; la vittoria alle primarie non può essere barattata con l’esposizione dell’amica ai media. La storia dell’aborto avrebbe messo Olivia su tutti i giornali, avrebbe puntato su di lei e sulla sua decisione tutto l’interesse dei giornalisti, tante donne l’avrebbero sostenute e, tante altre, umiliata e questo Abby non lo poteva accettare quindi ha preferito mettere davanti Olivia alla corsa di Susan Ross.
Il discorso finale fra Abby e Liv ci ha anche permesso di tornare sul tema aborto, di tornare per qualche minuto alla fine di quella 5×09. In tanti ci siamo chiesti come Olivia avrebbe affrontato l’argomento e in questo episodio l’ha fatto nel modo più sincero possibile; lei, giustamente, non si vergogna di quello che ha fatto, era una sua scelta e lei ha deciso che quel figlio non lo voleva, che non era pronta ad essere madre e di questa scelta non è pentita. Ho sempre detto che il problema non era l’aborto ma il fatto che non avesse messo al corrente Fitz, mi dispiace ancora che il presidente non lo sappia, ma apprezzo la sincerità di Olivia. Non tutte le donne sono nate per essere madri, non tutte vogliono esserlo o semplicemente in quel momento non erano pronte e trovo giusto che Liv sostenga la propria scelta e non se ne vergogni.
Nonostante questo piccolo momento, credo che l’argomento aborto potrà essere affrontato con completezza soltanto quando a parlarne saranno Olivia e Fitz assieme. Quando e se mai Shonda deciderà di metterli uno di fronte all’altro, quando Olivia risponderà agli interrogativi di Fitz e dichiarerà apertamente perché ha deciso di abortire senza dirgli niente, perché ha deciso di non seguire il loro sogno, perché ha deciso di lasciarlo così. Soltanto in quel momento avremo le risposte ai nostri mille dubbi e alle nostre mille incertezze e capiremo se Olivia sta solo cercando di non affrontare il discorso perché non vuole veder soffrire un’altra volta Fitz ed è anche per questo che si è allontanata in questo modo, perché semplicemente non era in grado di stargli vicino mentendogli ancora o chissà cos’altro.
Purtroppo, Abby può anche aver deciso di mettere Susan un passo dietro rispetto a Olivia, ma questo non è stato il reale motivo per cui l’attuale Vice President ha deciso di abbandonare la sua scalata verso lo studio ovale. La colpa in realtà e solo e soltanto di David Rosen, di quell’uomo che diceva di credere in lei e di amarla e invece ha deciso di barattare una causa per la sua candidatura. Il tutto mi ricorda a tratti, in modo più ristretto e circoscritto, Defiance: un candidato che scopre la verità sulla sua vittoria e perde la fiducia nel suo compagno.
Ho trovato il discorso di Susan splendido. La donna crede in quello che fa e in quello che dice, crede in se stessa e nella sua intelligenza e non può barattare tutto questo per amore. Non può stare con una persona che non pensa lo stesso di lei, non può scendere a compromessi quando in ballo c’è la sua vita. Susan preferisce perdere l’amore e la sua corsa alla presidenza piuttosto che accettare di stare accanto a un uomo che non crede in lei e che continua a mentirle. Hai ragione Susan, tu sei FANTASTICA!
Ovviamente il ritiro di Susan non poteva che portare alla vittoria di Mellie Grant. Come al solito in Scandal sembra che una persona non possa mai vincere le elezioni per i propri meriti ma deve esserci sempre qualcosa di losco sotto, deve sempre esserci una compravendita di voti che riesce a spostare l’elettorato da una parte all’altra e questo cosa, sinceramente, mi ha un po’ stufata. Per entrambe le presidenze Grant sembra Fitz abbia vinto per fattori esterni piuttosto che per il suo impegno e le sue idee, e lo stesso sembra verificarsi anche in questo caso: Rowan che manovra le elezioni di Edison, David quelle di Susan e intanto la gente vince senza che ci sia stato mezzo minuto di vera campagna elettorale.
Abbiamo visto soltanto nel dibattito fra i repubblicani qualche minuto di politica, dove i candidati presentavano le proprie idee e le proprie soluzioni poi basta, tutta la corsa dopo si è spostata sui giochi di potere che vi sono sotto. Mi dispiace perché Mellie è sì la candidata ma, in realtà, nessuno di noi ha avuto l’opportunità di vedere realmente una lotta per le primarie. Né a Mellie né agli altri sfidanti è stato concesso di essere messi realmente in primo piano, e a noi spettatori di poter vedere una corsa sui contenuti più che sugli intrighi.
Ormai la stagione è giunta al termine, nella prossima Mellie Grant sarà la candidata repubblicana e a breve sapremo anche chi sarà il suo sfidante democratico. Sarà Edison o il governatore Vargas? Ormai pochi giorni ci separano dal finale di stagione così, finalmente, sapremo chi saranno i reali protagonisti della prossima campagna presidenziale.

Ps: avete visto Jake sul finale? Realmente l’uomo ha bisogno di Olivia per tornare alla luce del sole oppure questa volta è lui a voler fregare la figlia di Rowan?