RECENSIONE 5×19: “Buckle Up”

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Ormai da inizio stagione siamo accompagnati all’interno degli episodi dai monologhi di Sally Langston. Gli sceneggiatori, attraverso “The Liberty Report”, riescono a calarci al meglio nella situazione in corso e, mai come in questa puntata, ho trovato il parallelismo fra le quattro sfidanti assolutamente perfetto. Infatti, se ufficialmente Sally raccontava la sfida fra Susan e Mellie, in realtà leggendo fra le righe il nostro pensiero non potevano che essere rivolto a Abby e Olivia. Le due amiche sono in guerra e, permettetemi di schierarmi: #iostoconAbby.
Non sarei mai voluta arrivare a questo punto, a prendere le parti di una o dell’altra, perché sapevo che trovarmi di fronte a questo bivio poteva implicare una sola cosa: Olivia e Abby una contro l’altra e questo faccio ancora fatica ad accettarlo. Chi legge i miei commenti ormai lo sa, sono una fan di Abby e Olivia, sono una fan della loro amicizia, del loro esserci sempre una per l’altra, del modo che ha Liv di proteggerla e del modo che ha Abby di dirle realmente le cose come stanno, di essere sempre sincera. La fixer e il capo dello staff ne hanno passate tante assieme, si sono trovate più volte a scontrarsi ma mai in questo modo, mai in maniera così diretta; ma ormai siamo qui e quindi, se devo scegliere, scelgo Abby.
Scelgo Abby nonostante la pessima decisione di oggi, nonostante abbia completamente scazzato la mossa, nonostante abbia preso forse la decisione più sbagliata della sua carriera; Abby ha sbagliato perché per fare una cosa del genere, per fermare un aereo sapendo che la stampa sarebbe stata avvisata, doveva essere convinta, certa che il suo piano avrebbe funzionato. Quindi sì, oggi Abby ha sbagliato, ma questo non mi fa cambiare idea. E tanto per essere chiari, Abby su quel ring oggi è caduta, ma non per merito di Olivia Pope ma semplicemente per merito di Marcus; Olivia oggi, come ormai da un po’, era completamente fuori strada, non sapeva né cosa né come fare per aggiustare la situazione.
La vecchia Olivia Pope avrebbe trovato immediatamente una soluzione definitiva, avrebbe anticipato lei stessa le mosse di Abby, avrebbe pensato lei stessa al piano di Marcus; oggi, invece, per l’ennesima volta non è andata come voleva lei. Per l’ennesima volta ho visto una Olivia Pope più incazzata di essere sconfitta lei in prima persona che la fixer, ho trovato una Olivia frustrata e messa sempre all’angolo, una fixer che spera sempre nella vittoria anche quando non riesce a mettere a fuoco realmente la situazione. Marcus e Quinn si sono ritirati da quella scogliera per un semplice motivo: l’over a cliff funzionava quando lei portava veramente il cappello bianco, quando lei agiva sempre nel modo corretto, quando al primo posto andava il cliente e non il suo ego, quando lei era la bussola morale. Da quella scogliera, fino alla stagione scorsa, anche noi ci saremmo lanciati per lei, per la nostra gladiatrice, ma ora è tutta un’altra storia.
Non so Shonda dove voglia portare il personaggio di Olivia, non so se penserà mai di riportarla indietro. L’unica cosa che so è che la nuova Olivia, quella post mamma bombarola, post padre scarcerato, post rapimento, post aborto, post casa bianca e Andrew, è una persona nuova e, al momento, non è la mia persona, non più.
L’unico momento “umano” della puntata è stato il suo confronto con Huck. E, vista la doppia pista aperta da Shonda la scorsa settimana, non riesco a decifrare ancora del tutto il suo dispiacere per Jake, non riesco a capire se è dispiaciuta perché realmente se ne voleva andare con lui o, semplicemente, perché sa di essere l’unica sua ancora di salvezza. Credo che Olivia voglia salvare Jake perché sa che, senza di lei, lui non riesce a ribellarsi a suo padre; è come se, avendo liberato lei Rowan, ora si sentisse in dovere di liberare Jake da lui, come se liberare Jake espiasse il peccato di aver liberato il padre.
Olivia ha capito che Fitz senza di lei può andare avanti, ma Jake senza di lei va a sbattere sempre contro la stessa porta: è sempre la stessa conclusione, sempre la stessa storia.
Liv in questa situazione è come se fosse bloccata, da una parte vorrebbe aiutare Jake, dall’altra sa che, facendolo, l’ex spia potrebbe rimetterci la vita e, come afferma lei stessa, un morto sulla coscienza basta e avanza. Credo che, con quella frase Olivia abbia risposto alla domanda fattagli sull’aereo: sono a seguire la campagna di Mellie e non ad aiutare Jake perché questo porterebbe a nuovi morti e nuovo dolore. Suo padre ha ucciso il figlio di Fitz e sa benissimo che potrebbe fare lo stesso con Jake. Allo stesso tempo, però, Olivia con quella frase ammette anche che un morto sulla coscienza, per quanto lei non lo voglia ammettere, un po’ le pesa e la sta cambiando.
Non dorme e non mangia, ha sempre la testa altrove perché non riesce più ad essere quella che era, non riesce più a vincere e, ancora una volta, è stata messa all’angolo dal padre.
Quindi sì, se mai dovessi scegliere, scelgo Abby. E lo faccio perché Olivia, fino alla scorsa puntata, non aveva un valido motivo per essere arrabbiata con l’amica e per umiliarla in quel modo. Oggi Abby ci stava male per il comportamento di Liv e sono certa che se Olivia non si fosse comportata da quindicenne Abby sarebbe tornata indietro, perché lo vedevo dal suo sguardo, perché sembrava smarrita dal comportamento della sua amica. Abby non le ha fatto uccidere Andrew, Abby ha fatto il suo dovere e questo Olivia non può non saperlo; la sua amica ha fatto esattamente la stessa cosa che aveva fatto alla fine della 5×03: ha protetto il presidente. Ma in quel caso Olivia aveva deciso di essere lanciata sotto il bus, ora invece è stata presa in contropiede e in ballo c’è la Casa Bianca, c’è il suo ritorno al potere e beh, allora Abby non può pestarle i piedi.
Olivia ha affermato di aver perso la Casa Bianca per Fitz?!? Sì Olivia, ti sei innamorata del Presidente degli Stati Uniti e questo ti ha portata ad allontanarti dalla sede del potere perché c’era lui, eri dentro lo studio ovale con lui e ora non ci sei più, e di chi è la colpa?!?! È vero, per fare un fosso ci vogliono sempre due rive, ma sulla fine del vostro rapporto tu riesci sempre ad occupare la sponda più ampia.
Parlando di Fitz, fatemi fare un applauso a quest’uomo..in questo episodio è stato perfetto in ogni circostanza: con Abby, con Mellie e, indirettamente, anche con Olivia. Con Abby ha usato il pugno di ferro quando c’era da usarlo, quando la situazione stava diventando ridicola, ma allo stesso tempo è stato perfetto nel consolarla, nel fargli capire che, in fondo, nessuno la ritiene colpevole dei peccati di Olivia. Oggi con il suo capo dello staff Fitz si è tolto i panni del presidente per indossare quelli di “amico”, di persona che, di fronte a una Abby delusa, amareggiata e triste, di fronte a un’amica che ci sta male perché non capisce cosa abbia fatto realmente di così grave, lui ha deciso di starle accanto e di farle capire che lei, in fondo, non ha sbagliato niente.
Inoltre, come se non bastasse, è stato un signore, allo stesso tempo, sia con Mellie che con Olivia. Ha parlato in modo calmo e tranquillo con l’ex moglie, si è complimentato con lei per i traguardi che sta raggiungendo, felice e orgoglioso del suo successo. Allo stesso tempo, però, ha detto a Mellie di prendere il suo posto e quello di Abby accanto a Olivia; adesso che Liv è più sola che mai, Fitz si è preoccupato che abbia qualcuno al suo fianco, qualcuno che la controlli perché, questa volta, qual qualcuno non può essere lui. Per il bene di entrambi il presidente ha deciso di non riavvicinarsi a Olivia, ha deciso di lasciarle quello spazio che, andandosene dalla WH, lei ha tanto richiesto; Fitz ha deciso di guardarla da lontano e credo questo sia ancora più difficile per lui. Olivia potrà anche essersi messa la loro storia alle spalle, ma Fitz non l’ha fatto, non riuscirà mai a farlo, ma deve almeno provarci. Olivia troppe volte non ha lottato per loro e Fitz non vuole riprendersela proprio ora che è così fragile; se Liv tornerà mai da lui dovrà essere una sua scelta.
Fitz rispetta la decisione di Olivia e soffre da lontano, per lui sarebbe molto più facile proteggerla, stargli accanto come tutte le altre volte quando lei lo respingeva e lui restava, ma questa volta la storia non può essere la stessa. Questa volta Fitz ha deciso di non giocare sulle sue debolezze, di non fare l’eroe, ha deciso di aiutarla restando nell’ombra, di essere una brava persona, una persona che, anche se nascosta, cerca di non far sentire sola la donna della sua vita, la donna che vorrebbe sempre vedere ridere.
Ormai la corsa alle primarie sta per concludersi e continuo ad apprezzare sempre di più Susan Ross. È rimasta l’unica persona con un minimo di moralità in quel telefilm, l’unica persona che non ci sta a giocare sporco, a piegare il suo Io e i suoi ideali in nome del potere. Tutti intorno a lei possono essere corrotti, tutta Washington può essere manipolata, ma non lei. È pronta a perdere la presidenza per di non perdere se stessa. COMPLIMENTI SUSAN!