RECENSIONE 5×13: “The Fish Rots from the Head”

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Quante volte nella vita, in determinati momenti e situazioni abbiamo pensato: “forse è meglio se mi fermo un attimo e provo a far passare del tempo, per non reagire d’istinto e per capire”. Io tante, forse troppe. E se dopo la puntata non avessi pensato la stessa cosa, probabilmente questa recensione sarebbe totalmente differente. Sarebbe più di pancia e meno di testa, ma forse è meglio così, che io abbia pensato, che mi sia fermata un attimo per cercare di razionalizzare il tutto.
Ma procediamo con ordine. Prima di tutto sembra che la corsa per la Casa Bianca abbia trovato i suoi primi guerrieri: Susan, Mellie e il senatore Vargas. Come è stato convinto quest’ultimo?!? Cyrus può incantare chi vuole, ma mascherina io ti conosco e mi sentivo che qualcosa non quadrava nel suo discorso…quindi eccoci qui, con un fratello e un candidato in più..ci piace l’abbondanza insomma.
Nonostante questa piccola parentesi, tutta la puntata in realtà ruota attorno alla Casa Bianca, alle azioni del presidente, alle donne del presidente, e a come questo suo comportamento si ripercuote sulla sua vita professionale e privata.
A metà episodio, visto l’andazzo ho pensato “sta a vedere che adesso dovrò anche dare ragione a Olivia” e alla fine così è stato. Perché, che piaccia o meno, Olivia aveva ragione. E fidatevi, in questo periodo sono l’ultima persona al mondo che vorrebbe dire queste cose nei confronti di Liv, ma credo non si possa fare altrimenti. Intendiamoci, Fitz per me può fare quello che vuole, ma è il presidente degli Stati Uniti e se il suo comportamento spinge le persone a volersi allontanare da lui e non volere il suo endorsment, allora l’uomo più potente al mondo deve iniziare a farsi qualche seria domanda.
Quindi sì, credo Fitz sia stato “incosciente, disattento ed egoista!”. E lo credo perché è il Presidente e per quanto uno faccia firmare accordi di riservatezza a tutte, per quanto faccia lasciare telefoni o altro fuori dalla stanza, non dobbiamo certo ricordare noi al presidente quanto siano sottile le mura della WH, e quanto siano veloci le lingue a Washington. Ma soprattutto, prima di essere Presidente è un padre, e anche se sono certa che non avrebbe mai e poi mai fatto coincidere le sue scappatelle con il vedere i suoi figli, sta di fatto che, per un caso fortuito, questo è accaduto. E proprio perché le voci girano, proprio perché è presidente ma prima di tutto un padre, la notizia dei suoi incontri poteva fare il giro del mondo, e questo avrebbe colpito prima di tutto i suoi figli.
Sono stata la prima, e credo l’unica, a vedere di buon occhio il fatto che Fitz iniziasse a frequentare una nuova donna, che iniziasse qualcosa di nuovo, e proprio per questo “sostenevo” Lillian, perché era una e la cosa si poteva gestire in modo differente. Ma le cose sono andate diversamente, e se il Presidente diventa lo zimbello della WH e del Secrete Service, allora è giusto che qualcuno gli dica qualcosa, e se Abby non è riuscita a convincerlo, allora ben venga Olivia.
Liv nel suo discorso ha sfoderato l’unico argomento che forse, in quel momento, poteva scuotere un po’ Fitz: Big Jerry. Ammetto, questo è stato un colpo bassissimo, un colpo che solo lei, conoscendolo così bene, poteva stoccargli, ma credo Olivia sapesse che per arrivare dritta al punto doveva eccedere nel paragone. Paragonarlo a Big Jerry, toccare quella corda è stato difficile, ma sono certa lei abbia giocato quella carta perché sa che quella strada non è la sua, sa che Fitz non è così. Olivia conosce l’uomo che c’è dietro al presidente, conosce le sue paure e sa perfettamente che non vorrebbe mai far passare ai suoi figli quello che lui ha passato, sa che Fitz non si perdonerebbe mai per una cosa del genere, quindi cerca di fermarlo.
Olivia non avrebbe nessun diritto di rinfacciargli nulla vista la situazione e visto come lei si comporta, ma lo fa perché è consapevole che questo comportamento da parte di Fitz è, in parte, dovuto anche e lei e al fatto che lo ha mollato. Olivia sta facendo di tutto per lasciarsi Fitz e l’aborto alle spalle, o per lo meno sta facendo di tutto per non affrontarlo e proprio per questo credo sia stato faticoso anche per lei tornare dentro quello studio e trovarselo di fronte. Olivia (lo ripeto ancora una volta) non ha più nessun diritto di dirgli come si deve comportare, e questo lo sa anche lei, ma lo fa comunque perché, alla fine della giornata, lei rimane l’unica persona che Fitz ascolta e questo lo sanno entrambi.
Liv lo guarda e non vede la stessa persona, e anche se non spetterebbe a lei dirlo, anche se non stanno più assieme,  anche se fino all’ultimo ha cercato di andarsene senza affrontare la questione; vuole che Fitz possa continuare ad essere l’uomo per cui ha votato, per cui tutti hanno votato.
Ed è proprio per questo incontro che a fine puntata ho avuto bisogno di riflettere. In questo loro confronto ho trovato Olivia sincera, su ogni argomento e, per la prima volta dopo cinque stagioni, per la prima volta dopo le loro mille rotture, mi è sembrato che veramente a lei non interessasse con chi Fitz andasse a letto. È come se lei veramente si fosse staccata da lui e quella porta, da quel “noi ”che vede lui come il suo uomo, e non perché non lo ama più ma molto probamente perché non è ancora pronta per riaffrontare tutto ciò che questo comporta.
Chiusa la parentesi WH, Olivia continua ad avere questo rapporto ambiguo con Jake e il padre. Mi piacerebbe poter dire con certezza che Liv stia mettendo in pratica il detto: “Tieni gli amici vicino, e i nemici ancora di più”, ma in realtà non lo so. Da quattro episodi a questa parte non riesco a capire cosa diavolo non le sia chiaro in tutto questo, e continuo a storcere il naso per questi suoi incontri con il padre che, per quanto mi riguarda, non dovevano nemmeno ricominciare.

Ps: qualcuno dica a David Rosen di darsi una mossa perché sembra il coglione di turno nelle mani di Elizabeth. David un po’ di spina dorsale ne abbiamo?