RECENSIONE 5×10: “It’s Hard Out Here for a General”

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Ogni settimana, ogni sabato per scrivere la recensione mi ritrovo sempre ad aprire lo stesso documento sul mio desktop: Scandal. Ogni sabato il procedimento è sempre lo stesso: apri documento, seleziona tutto, cancella e riscrivi. Non creo un nuovo file e potrei dirvi che sono pigra, che ho troppi documenti sul pc, che non le voglio tenere, ma non sarebbe vero. Ogni settimana riscrivo sempre sullo stesso foglio perché, nella mia mente, è come se continuassi un discorso, è come se anche io, assieme ai nostri protagonisti, proseguissi lungo il loro sentiero, lungo una strada che credevo di conoscere.
Ora, dopo quasi tre mesi, mi ritrovo a riaprire lo stesso documento, mi ritrovo a selezionare nuovamente tutto, ma per la prima volta davanti al tasto cancella ho avuto un po’ di esitazione. Alla fine l’ho schiacciato ma con una consapevolezza diversa; non è stato un “cancella” per continuare, ma è stato un cancella per fare tabula rasa, per iniziare qualcosa di nuovo. E questa è stata la stessa sensazione che ho sentito per tutto l’episodio: qualcosa è cambiato, tutto è cambiato.
Per l’intera puntata mi è passata nella mente una sola parola: resilienza, quella capacità che hanno i corpi di resistere, di adattarsi agli urti senza infrangersi. Credo di aver avuto in mente questa espressione perché sei mesi sono passati e ognuno dei nostri personaggi sta cercando di adattarsi, di rimodellarsi alla loro nuova vita. Ed esattamente come i nostri personaggi devono abituarsi alla nuova realtà, credo di doverlo fare anche io, ma non so se ci riuscirò, perché qualcosa è cambiato, tutto è cambiato.
Potrei partire parlando dei colori sgargianti dei vestiti di Olivia, ma se devo essere sincera a quello ho prestato ben poca attenzione; parto invece dicendovi che devo ancora attutire l’urto, devo ancora rimodellarmi senza rompermi.
In questa prima recensione dell’anno decido di giocarmi subito l’asso, i personaggi che di solito tengo per la chiusura oggi li metterò proprio qui, in apertura: Olivia e Fitz, o semplicemente gli Olitz. Parto da loro perché il loro cambiamento, il loro adattamento sta sì rimodellando quelle dinamiche che credevo ormai assodate, ma allo stesso tempo sta svelando nuovamente la vera essenza di alcuni personaggi. Sei mesi sono passati dal trauma, siamo nell’anno nuovo inoltrato e i nostri due protagonisti stanno cercando, a modo loro, di andare avanti, di non pensarci, ma soprattutto di non ricaderci.
Fitz lo sta facendo come ha sempre fatto, come l’abbiamo visto fare quando è morto Jerry e Olivia non c’era: buttandosi nel lavoro. Sta occupando le sue giornate, le sue ore e i suoi minuti cercando di tenere occupata la mente, di fare al meglio il suo lavoro perché, dato tutto quello che gli ha tolto, che almeno questa gabbia dorata risplenda.
E dall’altra parte abbiamo Olivia che cerca, in un modo tutto suo, di elaborare il lutto. Ho sempre sostenuto che ogni persona elabori gli avvenimenti della vita in modo proprio, ma come lo sta facendo Olivia, realmente, non riesco a capirlo e ad accettarlo per quella che era l’Olivia delle prime stagioni. La nostra gladiatrice, ha deciso di riprendersi Jake ma con un rapporto tutto loro; è come se lei non volesse più affezionarsi a nessuno, è come se non volesse dare all’ex spia false speranze dal momento che lei, esattamente come Fitz, da quell’urto della vigilia di natale deve ancora riprendersi.
E se da una parte abbiamo il ritorno di Jake nelle lenzuola di Olivia, abbiamo anche quello di Eli nella sua veste di padre e, mi dispiace, ma anche questo non si può accettare. La figlia ha cercato per gran parte della sua vita di liberarsi da quell’uomo, ha combattuto con le unghie e con i denti per poterlo vedere dietro le sbarre e ora, come se nulla fosse, ci va a cena? Condivide lo stesso tavolo con l’uomo che, ricordiamolo, ha ucciso un ragazzo di 15 anni per far vedere chi aveva il potere? Il figlio dell’uomo con cui ha condiviso anni di amore? E oltre alla cena che già ho trovato assurda, Olivia cosa si è dovuta sentire dire? L’esatto contrario di quello che Rowan le ha ripetuto nelle stagioni precedenti. Infatti, era proprio lui quello che voleva metterla su un aereo per aver aperto le gambe con il presidente del mondo libero, era proprio lui che non voleva si abbassasse al ruolo di first lady, e ora le parla di potere e di studio ovale? E per di più lei lo sta anche ad ascoltare senza batter ciglio.
Inoltre, come se questo non bastasse, vediamo Olivia e Mellie iniziare una sorta di collaborazione; la donna che le ha sempre dato della prostituta, che l’ha sempre denigrata ora le chiede aiuto e lei decide di darglielo. Sicuramente ne vedremo delle belle fra questi due cavalli di razza, ma io continuo a non capire Olivia.
Quello che invece capisco e apprezzo è stato il Presidente che ha preferito non parlarle al telefono. Potranno anche non vedersi da mesi ma entrambi stanno condividendo la medesima emozione: la paura. Sono entrambi terrorizzati dal fatto che, anche solo una telefonata, possa riportarli al punto di partenza, possa riaprire la ferita e riportare a galla quel dolore che, da sei mesi a questa parte, stanno cercando di nascondere. Ma Fitz questa volta ha detto “no”, ha deciso di andare avanti, di proseguire il suo percorso senza di lei.
Il Presidente ha deciso di continuare il suo cammino, di escludere Cyrus e Mellie e di avvicinandosi ad Abby, all’unica persona di cui, ora, si può realmente fidare. Qualcosa è cambiato, tutto è cambiato.
Chi, invece, ha colto questo cambiamento per raggiungere il tanto e bramato potere sono stati loro: Jake e Rowan. Padre e figlio riuniti per raggiungere, esattamente con gli stessi mezzi, il controllo del mondo libero. Il presidente potrà mai fidarsi di Jake come lui spera? Ma soprattutto, potrà mai fidarsi di un uomo che ha dietro il suo nemico peggiore?
Io non credo. Scandal mi ha insegnato che puoi anche riaprire le porte a vecchie conoscenze nella speranza siano cambiate, ma la verità è che le persone non cambiano, semplicemente si nascondono per ripresentarsi esattamente come realmente sono.

PS: Credo comunque che in questo momento soffermarsi troppo a parlare di personaggi e dargli può o meno colpe sia relativo, loro non esistono, è Shonda che li veste e li spoglia (soprattutto Olivia :D) sono nelle sue mani, che abbiano senso o meno dipende tutto da lei…attenzione però, perché giocare troppo col fuoco può essere rischioso, e se ad ottobre era il Louvre a bruciare ora sarebbe bello non far bruciare altro troppo in fretta.