RECENSIONE 5×09: “Baby, It’s Cold Outside”.

OliviaDa ormai 10 anni seguo le serie targate Shondaland, da ormai 10 anni il mio calendario settimanale attende la serata Shondaland quindi, da ormai 10 anni, dovrei sapere che per Shonda Rhimes il tanto agognato “happy ending” non esiste..ma ogni volta ci spero, e ormai ogni immancabile volta rimango scottata.
Siamo arrivati all’ultima puntata prima dalla lunga pausa e devo ammettere che l’episodio, questa settimana, mi ha lasciato con l’amaro in bocca. Potrei dirvi che la puntata mi è piaciuta, ma ancora non lo so; potrei dirvi che la puntata non mi è piaciuta, ma anche questo non l’ho ancora capito.
Potrei dirvi che sono felice, ma non sarebbe veritiero; potrei dirvi che sono arrabbiata, ma nemmeno quello rispecchierebbe a pieno il mio stato d’animo, perché a fine puntata l’unica cosa che ho sentito è stato un mix di nostalgia e scombussolamento. Non riuscivo ad arrabbiarmi, non riuscivo a capacitarmi dell’accaduto perché le ultime scene e “Ave Maria” in sottofondo mi hanno lasciata senza parole.
Niente, nemmeno una scena è andata come io credevo dovesse andare, o mi piaceva credere. Siamo sotto natale, tutta la casa bianca e adornata a festa, il clima dovrebbe rispecchiare il calore delle feste, e invece: “Baby, it’s cold outside”.
Mentre Olivia alla WH si occupa dei suoi compiti da First lady, Washington e i suoi cittadini continuano le loro vite, soprattutto Jake, Huck e i senatori del congresso. Infatti, la spia continua la sua caccia all’uomo e scopre chi realmente ha ucciso sua moglie: Russel. È proprio il vecchio “fratello acquisito” di Jake, nonchè “amico” di Olivia, colui che avrebbe azionato il fantomatico piano Lazzaro 1 per fare fuori Rowan. E se, in una stanza di DC, Jake vendica sua moglie uccidendo Russel, così non farà Huck con Rowan. Il nostro gladiatore, lasciandoci piacevolmente stupiti, decide che questa volta “l’altro” che è in lui non può uscire, questa volta deve seriamente andare avanti, deve vincere questa battaglia e annientare psicologicamente “questo” padre che ormai, da troppi anni, lo tiene legato a se. E Huck vince questa guerra; non toccando minimamente Comando, Diego Munoz si prende la sua rivincita e spiazza tutti noi lasciando libero Eli Pope…bravo Huck, Javi sarebbe fiero di te! Ammetto, nonostante abbia apprezzato il comportamento di Huck, il solo pensiero di avere ancora Rowan in giro mi destabilizza.
E mentre Huck esorcizza i suoi demoni, al senato Mellie Grant, esattamente come fece la senatrice democratica Wendy Davis per la legge contro l’aborto nel 2013, tirava fuori gli artigli e rivendicava in nome di tutte le donne i finanziamenti per il controllo delle nascite…#iostoconMellie. Il personaggio può piacere come non piacere, ma oggi forse per la prima volta ho visto Mellie schierarsi e combattere non tanto per un tornaconto personale, quanto per una vittoria tutta al femminile. Poteva benissimo non votare la legge e invece ha deciso di fare un passo in più, ha deciso di giocarsi la carta dell’ostruzionismo, di giocarsi la sua carriera in nome di tutte le donne d’America. E sì, probabilmente senza l’aiuto di Olivia non ce l’avrebbe fatta, ma alzandosi in piedi e opponendosi a quella legge si è giocata, per una giusta causa, il tutto per tutto, lanciando un messaggio forte e chiaro ai suoi colleghi: esattamente come voi, mi merito questa sedia. Non so come il personaggio di Mellie e la sua carriera da giovane senatrice verranno delineati da qui in avanti, ma se continua su questa scia: #GoMellie!!
E ora arriviamo a loro e al motivo per cui sono rimasta con l’amaro in bocca. Gli anni scorsi, quando nel mondo Shondaland una coppia non funzionava mi arrabbiavo, ma questo significava che continuavo a credere in loro..cosa che, purtroppo, non riesco più a dire, al momento, di Olivia e Fitz. Fatico anche io a crederci, e forse ora la penso così perché sto commentando a caldo l’episodio, ma se veramente l’happy ending per Shonda non esiste, allora preferisco smettere di crederci anche io e preservarmi, per una buona volta, dalle ustioni.
Tutti noi abbiamo visto il gioco del tira e molla per tantissime volte, molti telefilm vanno avanti con amori che si ricercano all’infinità, con coppie che si amano ma che, per un qualche motivo, non possono o non riescono a stare assieme. Il mondo è pieno di telefilm del genere, Shonda non è la prima a giocarsi questa carta quindi, in teoria, dovrei essere rodata, e invece ogni volta precipito assieme alle sue coppie. Vorrei essere arrabbiata, vorrei prendermela come le scorse stagioni per poter dire a me stessa “allora ci credo e ci spero ancora”, ma dopo oggi non riesco più a farlo. Dopo la puntata di oggi, dopo il loro fantastico quando doloso e straziante discorso, cedo e abbandono la mia armatura da gladiatore. Dopo la loro ennesima rottura lascio scappare le mie aspettative, abbandono i miei “se” e i miei “ma” per questa coppia, scendo dal loro treno verso il Vermont.
Quando si sono trovati catapultati di fronte al grande pubblico, quando Olivia si è trovata catapultata nel ruolo di First Lady sapevo che qualcosa non sarebbe andato, sapevo che Olivia relegata a scegliere porcellane non ci sarebbe stata; ma da qui a rovinare tutto ce n’era di strada da fare, Shonda.
Vista l’ultima scena della scorsa puntata sapevamo che, prima o poi, i nodi per gli Olitz sarebbero venuti al pettine e la loro discussione ne è stata la prova lampante; entrambi, infatti, avevano molte cose di cui incolparsi. Proprio perché si conoscono così bene sapevano esattamente dove colpire per farsi male: le loro famiglie, il loro passato e il loro presente hanno animato la loro rabbia e governato la conversazione.
Entrambi hanno urlato colpendo esattamente il bersaglio: Fitz ha accusato Olivia di scappare perché non è in grado gestire le relazioni mentre lei, rispondendo colpo su colpo, l’ha trafitto sul suo non essere un presidente molto efficace. E come si dice, in una storia gli errori si fanno in due ma io, l’unico errore che posso attribuire a Fitz, è di averla portata “di forza” alla WH per imporgli un ruolo che, purtroppo, non è il suo. Anche io ho visto il gesto di Fitz come una ripicca al suo aver liberato Rowan, ma detto questo non potrei incolparlo di altro. Infatti questa è l’unica cosa, l’unica colpa che gli posso attribuire perché, se analizzo il suo comportamento da inizio stagione, lui oltre a quello non l’ha spinta a fare nient’altro. Fitz l’ha assecondata e gli è stato accanto in qualsiasi sua scelta, anche quando non era d’accordo, anche quando le sue decisioni lo facevano soffrire. Lui avrebbe accettato di nascondere ancora la loro relazione pur di proteggerla, perché lei era più importante del mondo che lo circondava.
E ora arrivo a QUELLA scena, a quel momento dell’episodio in qui tutti abbiamo sgranato gli occhi, increduli: l’aborto di Olivia. Shonda Rhimes, spesso e volentieri, riporta nel piccolo schermo la realtà e i problemi del quotidiano, affronta con audacia dure verità che, molto spesso, in televisione vengono evitate proprio per la portata che hanno. Da una parte devo fare un plauso per il coraggio di aver inserito una scena del genere in una rete generalista come l’ABC, dall’altra però credo che, proprio per l’importanza del problema, non possa venire liquidato in questo modo. Nonostante io sia fermamente convinta del libero diritto di scelta che le donne hanno riguardo questo argomento, non posso esimermi dal dire che il tutto sia stato affrontato in maniera veramente fredda e senza emozioni.
Olivia poteva abortire come non farlo, è un suo diritto e come tale va rispettato, ma tutta la situazione doveva essere contestualizzata e affrontata in maniera più seria. Prima di tutto credo che Fitz dovesse esserne coinvolto; Olivia poi avrebbe deciso lo stesso di abortire probabilmente, ma quanto meno coinvolgendolo avremmo avuto una discussione sulla materia, avremmo visto come entrambi avrebbero affrontato il tutto e questo, secondo me, gli avrebbe conferito la serietà che un argomento come quello merita. Ho percepito il comportamento di Olivia in quello studio come distaccato, come se lei non fosse lì, estranea a tutto quello che gli stava succedendo; e mi dispiace, ma liquidare il suo essere sconvolta con lei che cerca l’alcool nel suo guardaroba non lo accetto.
Olivia forse su quel balcone aveva ragione, forse tutto è stato troppo veloce e troppo impostato da altri, ma secondo me in realtà poco sarebbe cambiato. Ora, come fra dieci mesi, Olivia non avrebbe mai accettato di essere relegata al ruolo di first lady, è un ruolo che non le si addice e lo posso capire, ma allora dobbiamo stare qui altri due anni ad aspettare?
Ci sono state nove puntata e alla fine siamo sempre qui, con Olivia e Fitz che non riescono a stare assieme, e per quanto le parole di Olivia mi rimbombino per la testa: “Non chiedetemi di disinnamorarmi di Fitzgerald Grant, perché se potessi lo farei”, adesso sono io che dico “fate quello che vi pare” perché a tutto c’è un limite e la mia dose di delusione mi fa pensare che io, quel limite, credo di averlo raggiunto.
Non so voi, ma le immagini finali mi hanno lasciato molto tristezza addosso. Tutti i nostri protagonisti erano a festeggiare il natale con chi rappresenta per loro la “famiglia”, tutti erano assieme ai loro cari mentre invece, il presidente e Olivia, alla fine, si sono ritrovati totalmente da soli…e mai come in quelle scene ho trovato veritiera la fatidica frase: “Pesante è la testa che regge la corona”.

Ps: Ma Jake che alla fine festeggia il natale con Rowan? Ero sgomenta e allucinata dalla situazione…voi?
Dopo questo ultimo papiro dell’anno vi saluto Gladiatori, ci vediamo a Febbraio!