RECENSIONE 4×22: “You Can’t Take Command”

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“Here comes the sun, and I say it’s all right!” Mai avrei pensato di iniziare con queste parole l’ultima recensione della stagione e invece eccomi qui a citare i Beatles. Ho deciso di aprire le danze con questa canzone perché trovo rispecchi perfettamente non soltanto la storia fra Olivia e Fitz, quanto l’intera stagione; ad ogni strofa, ad ogni singola parola mi passano davanti in sequenza i fotogrammi di questa strana e particolare quarta stagione. A settembre ci siamo ritrovati incollati agli schermi con una puntata che apriva la serie nel modo più triste e malinconico possibile: un funerale, una madre distrutta dalla morte del figlio e un’amicizia lacerata, e se il motto è “chi ben comincia è a metà dell’opera” allora in quel caso noi avevamo ingranato la retromarcia.
Mentre Olivia e Jake parlavano di Sun io non riuscivo a vedere nemmeno un raggio, uno spiraglio di sole in tutto quello che era cambiato, in tutto quello che il finale della terza stagione si era portato con se. “It’s been a long cold lonely winter” e sinceramente pensavo non ne saremmo mai usciti, sopratutto vista la piega che stava prendendo anche questo episodio; papà Pope continuava a intascare vittorie e mi sono immedesimata nelle tumblr_noddrvqiJr1tp719lo1_500parole di Olivia “I’m sick of being comforted. I’m sick of fighting and losing. I’m sick of him being in my way” perché anche io era frustrata e stanca di Rowan, di quella sua creatura tanto numerosa quanto sporca, della sua spavalderia, delle vite che continuava a distruggere e dell’impunità che lo circondava. Per questo motivo vederlo dietro le sbarre mi ha fatto sorridere e ho iniziato finalmente a intravedere un piccolo spiraglio di sole. Per quanto in prigione ci sia come Eli Pope in realtà dietro quelle sbarre c’è soprattutto Command, perché quell’uomo, quella figura è il suo vero essere: l’uomo che non perde mai, che ha vinto tutte le battaglie sembra, ora, aver perso la guerra più importante e con il suo urlo finale, con quel grido alla figlia, credo abbia preso atto che, per una volta, è lui l’uomo nella botola. La figlia costruita a sua immagine e somiglianza è riuscita ad abbatterlo, è riuscita ad essere due volte brava e ora il mondo intero può andare avanti senza chiedergli il permesso, per una volta non è più l’imbattibile ma l’inerme, il guerriero battuto.
Ovviamente le fila del B613 non potevano che legarsi alla campagna di Mellie e la giovane senatrice ha peccato d’ingenuità in questo caso; non credo volesse nascondere la verità a Fitz, per una volta credo veramente abbia agito da persona spaventata e poco machiavellica. Il suo unico errore, la sua vera pietra d’inciampo è stata rivolgersi a Cy e tumblr_noe9o3ArOi1s6qnefo5_r2_400non al marito, il suo Team. Mellie ha tradito quello che entrambi stavano costruendo dopo la morte di Jerry, ha tradito il loro nuovo equilibrio e la loro “partnership”; ci sono vari tipi d’amore e il loro non è quello che ti stravolge la vita ma l’esserci l’uno per l’altra, a modo loro. In questa occasione Fitz non l’ha perdonata perché, questa volta, il presidente avrebbe agito diversamente, perché “No more lies”. Mr. President sta cercando di essere una persona migliore, il presidente per il quale Olivia aveva votato, per il quale era finalmente orgogliosa e, per questo scandalo, se fosse stato necessario Fitz avrebbe barattato quella lista per dimostrarglielo ancora, per dimostrarle che questa volta avrebbe pagato per le sue “colpe” difendendosi e non insabbiando la realtà. E alla fine, nonostante mi si sia ritrovata con una lacrima nel vedere Mellie perdere il suo Team, credo sia stata una scelta obbligata quella di Fitz.
Legare Mellie alla lista del gran giurì e aprire l’episodio con così tanti morti è stato intenso, ma ciò che mi ha sconvolta maggiormente è stato scoprire Huck dietro il tutto. Mi dispiace ma Quinn ha ragione, il problema non sono i morti per proteggere la famiglia, il problema è che ad Huck è piaciuto e ancora una volta si è fatto manipolare da Rowan, ancora una volta la sua parte oscura ha il sopravvento sul “no more blood” e su Diego, su quell’uomo che vorrebbe tornare ad essere ma che, ad ogni occasione, lascia da parte.
E nonostante la buia giornata, nella notte di Washington, su quel balcone “here comes the sun and I say it’s all right”! Mai come in questa stagione per Olivia e Fitz “It’s been a long cold lonely winter”: discussioni su discussioni, speranze non ripagate, spiegazioni non date. A seguito del sequestro, dopo il gelo costante di Liv, il fatto che questa tumblr_nodi7ytvcP1qk07iqo9_250notte sia lei a cercarlo e ad aspettarlo è come se, implicitamente, gli stesse dicendo “little darling, I fell that ice is slowly meltic”. Questo lungo inverno li ha raffreddati e allontanati ma passo dopo passo, attraverso mille problemi e mille complicazioni, sono riusciti a ritrovarsi. Grazie alle loro telefonate e a questo gesto “The smiles returning to their faces”.
Olivia e Fitz non hanno bisogno di dirsi molto, appena lui la vede il sole ritorna e “It seems like years since it’s been clear”, perché, per una volta, è stata lei ad andare da lui come a dirgli che sì, è vero: “there’s hope” ed è ora che te lo dimostri anche io perché in fondo tu ci sei sempre stato”. Certe persone semplicemente si appartengono e Olivia e Fitz ne sono l’esempio, ogni volta che litigano e si allontanano è come se servisse loro solamente per prendere la rincorsa e tornare insieme; si sono arrabbiati, insultati, tumblr_nodlhnuwZz1qftw7ko4_250traditi convincendosi ad allontanarsi, sperando che quella fosse la volta buona, ma non possono fare a meno di cercarsi, di amarsi. E continueranno a farlo finché lei continuerà a dirgli “Non mi sei mancato” e lui a risponderle “Mi sei mancata anche tu”, finché lei non si stancherà di dirgli “I hate you” e lui di risponderle “I hate you too”.
Come saranno nella prossima stagione? Gli Olitz sono imprevedibili, Scandal è imprevedibile ma al momento mi godo questa piccola certezza “Here comes the sun, and I say it’s all right”

Un’altra stagione si è conclusa, piaciuta o meno ci aspettano quattro mesi di pausa dai problemi di Washington. Abbiamo un’estate per rifocillarci perché ci sono ancora alcuni questioni in sospeso e molti equilibri cambieranno; perché Maya Pope a piede libero, Cy fuori controllo e Elizabeth North in circolazione non presagiscono nulla di buono, ma d’altronde, se così non fosse non sarebbe Scandal. Buone vacanze gladiatori e Team Olitz, godetevi questo piccolo e desiderato, poco Shondaland, happy ending!