RECENSIONE 4×10: “Run”

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“Buongiorno…e casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!” In quanti di voi gladiatori alla vista del finale avete pensato e urlato “The Truman show”?!?! Forse solo io, chissà…ma procediamo con ordine. Prima di tutto Scandal è tornato e mi verrebbe da aggiungere in grande stile. Puntata di ansia perenne che mi ha tenuta attaccata allo schermo per tutto il tempo e, nonostante un altro episodio si sia concluso, le mille domande con cui si era conclusa la stagione invernale sono ancora tutte lì, come l’ansia che ci trascineremo dietro sino alla settimana prossima.
Shonda e alcuni attori del cast nelle recenti interviste hanno descritto questa puntata come quella della svolta, sia per Olivia che per il telefilm e direi che non si sono sbagliati. Come avrete visto infatti è stata una puntata diversa, a tratti strana per gli standard a cui ci aveva abituati Scandal, tutta incentrata su una fenomenale Kerry Washington che per 41 minuti porta avanti lo show da vera e unica protagonista, divina in questa interpretazione!
Sì perché dopo i primi minuti di flashback con la presenza di Jake che ci permetteranno di ricostruire il rapimento lampo, Olivia viene drogata, si pensa trasportata chissà dove e da lì in poi inizia la sua puntata, il suo episodio in solitaria. Kerry riesce a portare sulla scena in un’unica puntata le mille sfaccettature che caratterizzano la personalità di Olivia, ai suoi momenti di forza si opporranno altrettanti momenti di debolezza e forse, per la prima volta, vedremo la nostra gladiatrice realmente intimorita, spaesata, persa.
tumblr_nj2f4rfISL1ssil63o1_250Si sveglia in una cella sporca, in uno stabile vecchio e con un altro “prigioniero”, e forse tutti, almeno io inizialmente ho pensato al Medio Oriente. “Dove sono? Cosa ci faccio qui?” Queste sicuramente le prime domande di Olivia che appena sveglia inizia dalla cella a guardare fuori, a studiare il carcere per trovare una via di fuga, per poter uscire da quell’inferno e chiedere aiuto. Sì perché è stata rapita ma rimane sempre Olivia Pope e farà di tutto per capire i meccanismi di quel luogo: si guarda intorno, scruta, studia ed elabora possibili piani di fuga. Deve salvarsi e vuole salvare anche il suo compagno di prigionia, Ian; come infatti gli viene detto nel finale «il vero segreto per conoscerti, e che tu devi sempre salvare tutti» ed Olivia, probabilmente entrata in empatia con quell’uomo che sta vivendo quell’inferno da molto più di lei, cercherà di tranquillizzarlo, di aiutarlo e di fargli capire che si salveranno entrambi e che, anche se non riusciranno a evadere da soli, forse a centinaia di chilometri o forse a qualche isolato di distanza, c’è il presidente degli Stati Uniti che la cercherà, «mi cercherà ovunque e non si fermerà finché non mi avrà trovata». Olivia ha sganciato il segreto, la bomba atomica, senza però sapere a chi la sganciava, senza sapere che quell’uomo, il prigioniero Ian, si sarebbe trasformato nel suo principale carceriere e aspettava solo quelle parole: la conferma di possedere il diamante più raro d’America.
tumblr_niz0sb0ZKW1qk07iqo2_500I giorni si alternano alle notti ma nulla cambia, nessuno riesce a trovarla, nessuno riesce a salvarla. Da lì Olivia inizia a piegarsi, Fitz e Jake non la salvano e lei cade sempre più in basso, sempre distesa per terra. L’unica cosa che le permette di sopravvivere sono i suoi sogni: via di fuga, squarci di speranza in quella realtà orribile. Olivia sogna di essere liberata da Jake e sogna finalmente il Vermont. Lei e Fitz lontano da tutto e tutti, lontano dagli intrighi di Washington, lontano da famiglia e figli: solo loro due, il Vermont, il loro amore e la marmellata, finalmente insieme e finalmente felici. Il video che nella sua testa tutte le notti si interrompeva in quel sogno si realizza, ha il suo happy ending: lei e Fitz, la speranza che diventa reale. Ma in un momento come questo, il sogno deve restare tale e Abby, proprio come nella realtà, sarà l’amica che le dirà le cose come stanno, che le permetterà, anche all’interno del sogno, di aprire gli occhi: tutto questo non è reale, tu Olivia che fai marmellate (che nn sai nemmeno come si usa un forno normale…Abby the best), la realtà esterna annullata, il tuo passato che non esiste più, tutto questo tumblr_nj0h8wT21L1qzg3f8o4_250non è reale, «Jake e Fitz non possono aiutarti. Nessuno ti salverà. Sei l’unico gladiatore nell’arena. Puoi contare solo su te stessa, devi salvarti da sola». Il Vermont è la speranza, la sua visione del futuro ma Abby è come se le dicesse che per realizzarlo, per vederlo diventare realtà, per poter vivere quel sogno deve rialzarsi da quel pavimento e combattere. Lottare per il Vermont e per il suo futuro, nessuno riesce a trovarla e lei deve reagire, deve combattere in solitaria come solo lei riesce a fare.
La nostra gladiatrice torna ad alzarsi e riesce a liberarsi dei suoi carcerieri. Run Olivia run! La porta è lì, le chiavi sono mille, altrettanti sono i lucchetti quindi bisogna mettersi al lavoro e fare in fretta. Primo lucchetto, secondo lucchetto, terzo lucchetto, spranga tolta…ci siamo, è fatta!
Ma quando finalmente aprirà tutti i vari lucchetti, quando finalmente la sua e la nostra ansia inizieranno a trasformarsi in gioia, ecco l’amara verità: non è in Medio Oriente o chissà dove. Il proiettore che Olivia si trova davanti, che riproduceva i rumori della città e il richiamo alla preghiera islamico, ha spiazzato lei tanto quanto noi e la mia la reazione è stata la stessa di Olivia «che cazzo sta succedendo?». Tutto era finzione, o meglio, la location. Olivia non si è liberata perché da quel posto non c’è via d’uscita e mai parole furono più veritiere. Purtroppo per la nostra gladiatrice su quel pannello non c’è, come per Truman, una via d’uscita, non c’è la porta con scritto Exit, Olivia non può scegliere di evadere da quella finzione perché, se c’è una cosa vera in tutto questo è che da quel posto non si sfugge, dalla realtà non si scappa; Olivia non può proferire le parole di Truman ed uscire dalla scena, non può abbandonare gli studi, la cella e “Ian”. Sì perché tutto è falso ma in realtà tutto è vero, lei è realmente prigioniera e solo una guerra potrà liberarla.
Olivia torna nella finta cella con il suo vero rapitore. E così, Shonda, chiude il sipario per questa settimana.